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Cosa vuol dire United Communication & Collaboration

Partiamo subito con un dato: il 95% delle grandi aziende italiane adottano o si stanno adoperando per integrare varie soluzioni di Unified Communication & Collaboration. Accanto a questa realtà esiste poi il settore delle PMI, che presentano un tasso di utilizzo delle soluzioni UCC di tipo “business” decisamente più bassa, attestandosi solo al 31%.

Questa disparità, tuttavia, evidenzia un scarsa capacità di cogliere appieno le potenzialità di ripensare processi e relazioni in un’ottica di lungo periodo. Le aziende si limitano per ora a percepire i soli benefici legati all’efficienza e alla riduzione dei costi di comunicazione.

Risulta ancora bassa l'adozione dell'UCC nei processi e l’integrazione tra le soluzioni, a tal punto da collocare solo il 15% delle aziende in uno stadio maturo di adozione, contro rispettivamente il 25% e il 60% che si trova a livello embrionale o, addirittura, sta sviluppando iniziative di rilievo ma ancora limitate ad alcuni ambiti.

Le comunicazioni unificate

Unified Communication & Collaboration sono collegamenti mirati a gestire in modo integrato traffico da varie fonti, come video, voce e dati. In una logica di lavoro collaborativo, sono la soluzione migliore per razionalizzare, ottimizzare e ridurre i costi della comunicazione.

Investimenti in UCC sono quantomeno essenziali per operare in un mercato globale e molto competitivo. Investire nella collaboration significa permettere l’acceso alla rete e la condivisione di informazioni da un qualsiasi luogo attraverso una numeorsi dispositivi, sia fissi e sia mobili. Già da qualche tempo prendono sempre più forma servizi UCC di infrastruttura e applicativi basati su cloud, erogati in remoto da data center, fruibili on demand e adattabili secondo le esigenze delle singole utenze.

I dati dell’Osservatorio Unified Communication & Collaboration della School of Management del Politecnico di Milano confermano una diffusione sempre più ampia di queste soluzioni nelle grandi aziende, ma d’altra parte l’impatto reale che queste hanno sui modelli organizzativi sembra ancora limitato.

Uno degli aspetti più innovativi è l’affermarsi di nuovi modelli di offerta in logica cloud o UCC as-a-service. Il settore United Communication & Collaboration, ad oggi, risulta essere uno degli ambiti maggiormente predisposti per natura a essere utilizzati, almeno in parte, in modalità cloud.

UCC as-a-service

Alberto Lugetti, responsabile portfolio direzione marketing di BT Italia, afferma "che la convergenza tra infrastrutture IT e infrastrutture TLC comporti non solo la necessità di riprogettare le reti, ma di ripensare il modo stesso in cui le reti sono progettate e soprattutto le modalità di valutazione in termini di costi e benefici. Il passaggio delle applicazioni al cloud, la crescita di quelle ad alto impatto sulla rete (come ad esempio il video) e i maggiori requisiti di accessibilità fanno sì che si manifesti la necessità – e di conseguenza si crei l’opportunità – di un nuovo parametro di valutazione della rete oltre a resilienza, estensione, velocità e latenza: l’intelligenza".

Lugetti continua dichiarando che "l’introduzione di strumenti di unified communication nasce prevalentemente per indirizzare una tematica di costi anche se il vero beneficio è sicuramente quello di aumentare l’efficienza operativa di una impresa attraverso l’introduzione di nuove modalità di interazione e collaborazione inizialmente all’interno dell’impresa e in un secondo momento anche verso l’esterno. Le soluzioni oggi disponibili, proposte in modalità as a service, consentono alle imprese di introdurre strumenti di questa tipologia con minori investimenti iniziali rispetto a qualche anno fa, permettendo così alle imprese di ottenere con maggiore anticipo i benefici promessi".

I trend tecnologici, come l’introduzione dei modelli as-a-service e dei new device e la progressiva maturazione delle soluzioni, spingono verso una maggiore maturità delle iniziative e potranno essere in futuro una maggiore spinta di sviluppo delle soluzioni di UCC. Per cogliere queste opportunità, però, le aziende dovranno rivedere le modalità con le quali tali iniziative sono concepite, lanciate e gestite in base alle priorità e alle strategie delle aziende stesse.

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Pubblicato da Marvin Notarangelo in data 08/05/2017